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dell'impero romano cap. lxi. 115


[A. D. 1204 ec.] Due fuggiaschi che avevano occupato il trono di Costantinopoli, assumeano tuttavia il titolo di Imperadori, e que’ che furono lor sudditi poteano cedere ad un moto di compassione verso l’antico Alessio, o ardere del desiderio di vendicarsi sopra l’ambizioso Murzuflo. Vincoli di famiglia, comune interesse, eguali delitti, e il merito di aver tolta la vita ai nemici del suo rivale, persuasero il secondo usurpatore a cercare di collegarsi col primo. Murzuflo si trasferì nel campo di Alessio, ove carezzevolmente e con onori fu ricevuto: ma gli scellerati, incapaci di sentire amicizia, hanno torto se si fidano in coloro che ad essi somigliano. Dopo averlo fatto arrestare in un bagno e privare degli occhi, Alessio si guadagnò le truppe di costui, se ne appropiò i tesori; poi fattolo scacciare dal campo, Murzuflo errò, qua e là, oggetto di scherno e d’orrore a coloro che, più di Alessio, aveano diritto di odiare e di punir l’assassino dell’imperatore Isacco, e del figliuolo d’Isacco. Straziato dalla tema e dai rimorsi, tentava rifuggirsi in Asia, allorchè i Latini di Costantinopoli lo sorpresero, ed instituito un pubblico giudizio, ad ignominiosa morte il dannarono. [A. D. 1204-1222] I giudici dopo avere esitato, nella scelta del supplizio, tra la mannaia, la ruota, e il palo, fecero collocare Murzuflo1 sulla cima di una colonna di marmo

    ne dà conto de’ litigi di questi due Principi (n. 146-158). Lo Storico greco (p. 387) non defrauda di lodi il merito e la fama del Maresciallo μεγα παρα Λατινον δυναμενου στρατευμσσι, molto potente fra gli eserciti latini: in ciò dissimile da certi moderni eroi, le imprese de’ quali, sol pe’ loro comentarj son conosciute.

  1. V. la morte di Murzuflo in Niceta (pag. 393), Vil-