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dell'impero romano cap. xvii. 241

nel tempo stesso le alture della Tracia e della Bitinia, e non perdere mai di vista l’alta cima del monte Olimpo, coperta d’eterna neve1. A sinistra lasciano un profondo golfo, nel mezzo del quale era situata Nicomedia, Imperial residenza di Diocleziano; e prima di gettar l’ancora a Gallipoli, passano le piccole isole di Cizico e di Proconneso, dove il mare, che separa l’Europa dall’Asia, di nuovo si stringe in un angusto canale.

I Geografi, che hanno esaminato con la più esatta intelligenza la forma e l’estensione dell’Ellesponto, assegnano a quel celebre Stretto la lunghezza di circa sessanta miglia di tortuoso corso, ed intorno a tre miglia d’ordinaria larghezza2. Ma la parte più stretta del canale si trova al settentrione delle antiche fortezze Turche, fra le città di Sesto e d’Abido. In questo luogo l’ardito Leandro s’espose al passaggio del mare per

  1. Thevenot (viagg. in Levante P. I. l. I. c. 14) ne riduce la misura a 125 piccole miglia Greche. Belon (Observat. l. I. c. 1) dà una buona descrizione della Propontide, ma si contenta dell’indeterminata espressione di una giornata e mezzo di cammino. Dove Sandys (viag. p. 21) parla di 150 stadi tanto in lungo che in largo, non può supporsi che un error di stampa nel testo di questo giudizioso viaggiatore.
  2. Vedasi un’ammirabile dissertazione del Dauville sopra l’Ellesponto e i Dardanelli, nelle Memorie dell’Accademia delle Iscrizioni Tom. XXVIII. p. 318-346. Pure anche quell’ingegnoso Geografo è troppo inclinato a supporre delle nuove e forse immaginarie misure, ad oggetto di render gli antichi scrittori tanto esatti, quanto egli stesso. Gli stadi, de’ quali si serve Erodoto nella descrizione dell’Eussino, del Bosforo ec. (l. IV. c. 85) senza dubbio devono esser tutti della medesima specie; ma sembra impossibile di conciliarli o con la verità, o fra di loro.