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CANTO PRIMO. 7

XVII.


     Dio messaggier mi manda: io ti rivelo
La sua mente in suo nome. Oh quanta spene
Aver d’alta vittoria, oh quanto zelo
132Dell’oste a te commessa or ti conviene!
Tacque; e sparito, rivolò del Cielo
Alle parti più eccelse e più serene.
Resta Goffredo ai detti, allo splendore,
136D’occhj abbagliato, attonito di core.

XVIII.


     Ma poi che si riscuote, e che discorre
Chi venne, chi mandò, chè gli fu detto,
Se già bramava, or tutto arde d’imporre
140Fine alla guerra, ond’egli è duce eletto.
Non che ’l vedersi agli altri in Ciel preporre
D’aura d’ambizion gli gonfi il petto;
Ma il suo voler più nel voler s’infiamma
144Del suo signor, come favilla in fiamma.

XIX.


     Dunque gli Eroi compagni, i quai non lunge
Erano sparsi, a ragunarsi invita.
Lettere a lettre, e messi a messi aggiunge:
148Sempre al consiglio è la preghiera unita.
Ciò ch’alma generosa alletta e punge,
Ciò che può risvegliar virtù sopita,
Tutto par che ritrovi; e in efficace
152Modo l’adorna sì, che sforza e piace.