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Ma questi ancor degenerar negletti
Sogliono infine; imbastardisce il pomo
95Dimenticando il suo primier sapore,
E disgustosi grappoli produce
L’uva, a gli augelli abbandonata preda;
Chè assidua cura e faticosa esige
Ognun di loro, e trapiantar schierati
100Devi, e nutrirli, e procacciarne a costo
Di sudor lungo e di dispendio i frutti.

     Ma diversa a ciascun cultura ed arte
Però conviensi: dal reciso tronco
Meglio sorge l’ulivo, ama la vite
105Multiplicar propaginata, e spunta
Da rami accuminati il pafio mirto:
Dai ceppi e tronchi lor nascono i duri
Nocciuoli, e il grosso frassino, e di Giove
L’albero e il pioppo, ombrifera corona
110D’Ercole, e l’alta palma, e il dritto abete
Che va i perigli ad affrontar del mare.
Ma l’ispido corbezzolo l’innesto
Brama del noce, e inserte mele anch’esso
Fruttar si vide il platano infecondo;
115Sovente a l’orno incanutir le chiome
Dai bianchi fior del pero, irte castagne
Crebbero in cima al faggio, e appiè degli olmi