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il fiume Bada. Credesi da taluno che Gioseffo ebreo (Guerra giudaica, lib. ii, 10) lo collochi presso Tolomaide, nella Giudea. Ma devesi credere che il Mennone di Gioseffo fosse quel Rodio, capitano dell’armate di Dario, ultimo re di Persia. Plinio (lib. x, 26), Solino (Polysth., cap. xliii), Isidoro ( Origin ., lib. xii, 7), Quinto Curzio (lib. iv, 8), Diodoro siculo (lib. ii), Giovanni Tzetze ( Chiliad ., vi, 64) pongono la sepoltura del favoloso Mennone fra gli etiopi; il che da Filostrato ( Immagini, lib. i) viene negato. E chi de’ poeti (Quinto Smirn. lib. ii) finge che dalle gocce del suo sangue sia scaturito il fiume Paflagonio, e chi il finge (Ovid. met. xiii, 598) augello, donde gli uccelli detti mennoni, di cui Plinio e Solino (loc. cit.), ed Ovidio (Amor. lib. i, eleg. 13), e più distesamente Eliano (De animal., v, cap. 1). Rispetto alla forma, è da tutti decantato giovine ed avvenentissimo; anzi Eustazio, per omettere tant’altri, al verso 248 di Dionisio il geografo, nega ch’ei fosse nero come gli altri etiopi, e crede derivata la favola dell’Aurora madre dalla bianchezza delle membra di lui. Ma primo di tutti Omero, Odissea, xi, 521:

`Κεῖνον δὴ κάλλιστος ἴδον μετὰ Μέμνονα δῖος.
Lui veramente bellissimo vidi, dopo Mennone divino.

Or, poiché la maggior parte delle storie lo chiamano etiope, e da Plinio ci fu data ragione della sua origine assiria, andremo ricercando a tentone qual parte dell’orbe da quegli antichi fosse detta Etiopia, e dove veramente fosse la statua vocale di Mennone, ed in che tempi, e quale. Primamente Mennone ed Amenofi sono la stessa persona; il che è chiaro dalle parole di Pausania (in Atticis): Vidi oltre il Nilo la statua di Mennone, che volgarmente dicesi venuto dall’Etiopia. Ma gli egizi dicono ch’ella sia di Famenofi nativo d’Egitto: ove notano gli scoliasti