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riera cacciata le disse, per vendetta, come ella fosse entrata in casa Contarini; per mano dei ladri e di zingari. Màlgari gelò, diventò ben più bianca d’una perla, rispose a colei «vi perdono» e andò da sua madre, volle, colla fermezza severa d’una piccola regina, conoscere da lei la propria storia. Contarina le raccontò tremando il miracolo, e, il bel viso pallido di Màlgari si trasfigurò come se vi salisse dentro una luce di alba. «Sì, mamma» diss’ella «sento che non sono la zingara, che son la perla; ma non bisogna dirlo nemmanco all’aria che non m’ingiallisca, nemmanco al mare che non mi prenda. Ora spiegami perchè non vuoi che nessuno qui suoni nè canti e perchè non mi hai più lasciato leggere quel libro così dolce.» Contarina si schermì dal rispondere a queste domande, e Màlgari non insistette. Si accontentò, di sussurrar nell’orecchio a sua madre, abbracciandola: «vorrei ritornare a Venezia».

Quella sera stessa la giovinetta discese al mare