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— Come, come? — esclamarono due de’ suoi colleghi, — Se io l’ho da ieri! — Se io l’ho da ier l’altro! — Allora — replicò il primo, — sarà certo un difetto dello Shetland-soap. — Ma no — esclamò il quarto, quello che aveva fatto pulizia fuori dell’uscio. — L’ho anch’io e non credo d’esser macchiato, guardatemi. — Ma, signori — osserva la contessa, — voi altri mi dite: sarà stato il sapone, sarà stato l’inchiostro di China, sarà stato questo, sarà stato quello. Vorrei un po’ sapere, adesso, come abbiate fatto ad accorgervene di queste macchie sul viso, e come non ve ne siate accorti che fuori di casa!

Vi fu un silenzio lunghetto.

— Un amico... — incominciò il poeta con imbarazzo; ma il generale si decise nello stesso momento, a rispondere francamente:

— Diciamola! Per parte mia Le confesso, contessa, che mi son guardato nello specchio della Galleria De Cristoforis.

— Oh bella! Oh diavolo! — Oh perbacco!