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Snìchele (si volta e guarda la chiesa monumentale ch'è in faccia al caffè). — Si pardia! I vien fora adesso. El ghe xe, el ghe xe, el foresto. Cossa fai? Par cossa se fermeli? Ah, i se spartisse, i se saluda. Xele scapelade! Cussì lo vedo pulito. Son contento perchè gera bramoso de vederlo. Ocio ch’el vien qua adesso, lu solo. Si da bon ch’el vien qua! La vada a tor el mistrà, ela, siora Beta.

Padrona — Andemo, ja, nol seca.

Snìchele — Co ghe digo de andarlo a tore! Eccolo, st'altro. (Siede a un tavolino e si mette a leggere la Difesa).

X. (entra senza salutare e siede a un altro tavolino in faccia a quello occupato dal dottor Snìchele) — Un latte all'uovo.

Padrona — Subito.

Snìchele (passa il giornale e saluta. X. saluta pure. Allora Snìchele riprende il giornale, finge di leggere poi lo posa da capo e si mette a guardare dalla finestra) Che tempo! (X. cava un taccuino e piglia delle note). Tempo brutto. Oggi è peggio di ieri. Non è vero, signora Eli-