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SECONDO 79

che li voltino molte possate,cosi hoggidì nominate, ma vecchiamente d’alcuni orsate, per levarsi il cavallo con le braccia a guisa d’orso; il che da loro era biasmato, potendosi far di manco; & non tanto per insegnar ciò a cavalli, ma anco per il cavalier comportasse, che tal’hora senza pur essergliene un minimo cenno fatto da se lo facessero, & questi perciò appresso quelli non erano di miglior valore tenuti, anzi di minor stima. Alcuni credono questa sorte di maneggio sia virtù degna di gran laude, perche giudicano, che il cavallo con questo modo si mostri stare apparecchiato a far il volere del cavaliere; & a me pare incontrario, credendo, che il cavaliere lo faccia, perche è sforzato aspettar lui a voler faccia bene, conoscendo se lo volesse affrettare del modo che io ho detto, che si osservi, pur che si possa, che non li riuscirebbe, o per causa di non haver forza, o animo, o per altro diffetto, che in lui fusse; ma eleggono di non infuggarlo nella rimessa, & con falchi, & possate lo trattengono tanto, che s’unisca e s’accommodi, acciò che lo possino voltare commodatamente; dubitando, che s’altramente facessero non s’occorresse in qualche disordine, come accade ad alcuni cavalieri, che con li loro cavalli non sanno osservare i modi convenevoli secondo ricercano le forze, & qualità sue. La necessità ha fatto ritrovare questo modo di maneggio, perche è venuto a meno il valore di cavalli, & da questo si può giudicare se meritano li cavalieri (quando però lo fanno astretti dalla necessità) più laude, che li cavalli; li quali quasi tutti s’accomodaranno à questa sorte di maneggio, & saranno pochi se non son buoni, che facciano con la fuga la rimessa, & che voltino si tosto come fa di bisogno quando si può; perche fra l’altre cose (secondo però il mio giudicio) è di più bella vista, & men pericolosa all’incontro, non si perdendo anco tempo in voltare la faccia al nemico bisognando, perche si è sforzato subito passato quello voltarlo, il che maneggiandolo, si come habbiamo detto, non si può fare dandosi più tosto al nemico l’essere alle spalle avanti la volta; nè si può etiandio dare incontro, che vaglia, ma più tosto riceverlo. La cagion perche non si può dare è, che essendo il cavallo avezzo per almeno nel mezo della rimessa essere incominciato a ritenere, non può poi nel fine d’essa havere la fuga, che bisogna; & conviene, se però non sarà egli totalmente ammaestrato, che l’uno, & l’altro maneggio facciansi come alcuni cavalieri si persuadono di far fare a tutti li cavalli, cosa che si facilmente (come dicono) non credo si possa far fare a tutti, ad alcuni si, ma pochi perche incontrario ho veduto, che li cavalli avezzi per tanto tempo avanti, ch’essi fussero voltati, volendo poi, che andassero deliberati nella rimessa insino al fine, non tanto ciò non faceano in essa, ma etiam non si voleano distendere nella carriera, cosa, che quando occorreva il bisogno, non era di poco danno. Et questo come ho detto faceano per essere stati cosi accostumati, & non per causa di debolezza di gambe, o schiena, o di cattivi piedi, ne vicino anco, ne men viltà, che in essi fusse; perche levati di quel maneggio l’ho veduti stendersi. Alcuni altri cavalieri per conoscere di non poter maneggiar li loro