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Perchè son vecchio e forestiero, e sono
pitocco qui, come sei tu pitocco,
e sono Re come sei Re.
TELEMACO

(inquietissimo)


                                    Sta’ calmo!
EURIMACO

(guardando Ulisse fissamente)


Proci... Badate... Non ha più cervello...
Il vecchio è pazzo!

(si mette a ridere)


                                                      Oh! non tenete conto
di ció che dice!
ULISSE

(riprendendo un tono umile)


                          A chi è precipitato
nella miseria la vergogna nuoce,
l’orgoglio nuoce. Anch’io fui ricco, un tempo,
ed ebbi case grandi e immensi campi
e ricevetti mendicanti e sempre
li rimandai con la bisaccia piena.
Ma sono vecchio e senza forza, ormai,
e senza orgoglio, e chineró la testa.
Voi mi cacciate, e mi guardate male,
io ben lo vedo — e non potrà giovarvi!
Chè forse il male renderà del male!
Che Giove padre, re dei supplicanti,
vi faccia molle e generoso il cuore.

(va con la bisaccia da uno all’altro. Cade qualcosa nel sacco. I Proci ridono e si divertono, ascoltandolo come se dicesse cose senza senso)