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cappellano ducale nel 1493, ma poco dopo si restituì alla sua terra natale dove chiuse i giorni come rettore della chiesa di s. Maria Assunta. L’indice delle numerose sue opere si può leggere nella Bibliotheca Script. Mediol. dell’Argelati.

Bettino da Trezzo. — La peste che nel 1485 flagellò Milano, Pavia, Lodi e Como, tolse al poeta Bettino ben undici figli sopra sedici, e gli somministrò il suggetto ad un poema in quarta rima italiana che intitolò Letilogia, dedicandolo nel 1486 al cardinale Ascanio Maria Sforza. Questa edizione, fra le più rare del secolo XV, spetta all’anno 1488, ed uscì dalla celebre tipografia dello Zarotto, come c’insegna l’autore stesso negli ultimi versi. Chiudono il volume la salutazione angelica, l’orazione domenicale, e la salveregina vulgarizate dal medesimo.

Paolo da Trezzo. — L’Argelati cercò indarno da chi nascesse, quali fossero i suoi studj, e l’età in cui viveva. Dall’ispezione però di un suo lavoro manoscritto arguì che egli fiorisse sul cader del secolo XV. Ora il manoscritto serbasi nella Biblioteca Ambrosiana ed eccone il titolo: — De constructione Astrolabii; de inscriptione circulorum, scilicet Capricorni æquinoctialis et cancri; de inscriptione Almichancharat, seu de circuii progressionibus solis; de compositione Azimut; de lineis horarum naturalium inæqualium; de præparatione retis continentis Zodiacum cum stellis fixis; de positione stellarum fixarum; de