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DI FRANCESCO REDI. 13

molte osservazioni che intorno a questa materia egli avea raccolte e notate. Se bene a molti sembrerà cosa dura e malagevole a credere che l’Arveo potesse dare nel segno; imperciocchè ostinatamente affermano che la cagione efficiente procreatrice degli insetti naturalmente additar non si possa; onde il più sottile di tutti i filosofi de’ secoli trapassati, dopo averla nel mondo nostro indarno cercata, ebbe a dire che la cagione immediata promovente la generazione degl’insetti e producente nella materia disposta le loro anime non essere altra che la mano onnipotente di colui il saper del quale tutto trascende, cioè a dire Iddio ottimo e grandissimo; dal quale parimente essere infuse l’anime in tutti gli animali volanti fu opinione d’Ennio, se crediamo a Varrone che nel quarto libro della Lingua latina scrisse: Ova parire solet genus penneis condecoratum; Non animas, ut ait Ennius. Et post: Inde venit divinitus pulleis insinuans se ipsa anima. Quindi alcuni altri soggiungono maraviglia non essere se Galeno modestamente ne’ suoi libri confessasse di non aver mai saputo ritrovarla, e che perciò porgesse preghiere a tutti i filosofi che, se mai vi s’imbattessero, di volere a lui darne la notizia; egli però, contro l’opinione de’ Platonici, confessa di non poter indursi a credere, che