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s’adoperi a educarla. Da mezzo secolo, i fautori delle famiglie regnanti affermano noi italiani mal’atti alla libertà, e intanto, colle leggi e colla forza brutale d’eserciti assoldati, mantengono chiusa ogni via perchè possa da noi vincersi, se pure esistesse, l’ostacolo, come se la tirannide potesse mai essere educazione alla libertà. Or noi tutti fummo e siamo tuttavia rei d’una colpa simile verso la Donna. Allontanate da voi fin l’ombra di quella colpa; però che non è colpa più grave davanti a Dio, di quella che divide in due classi l’umana famiglia e impone o accetta che l’una soggiaccia all’altra. Davanti a Dio Uno e Padre non v’è uomodonna; ma l’essere umano, l’essere nel quale, sotto l’aspetto d’uomo o di donna, s’incontrano tutti i caratteri che distinguono l’Umanità dall’ordine degli animali: tendenza sociale, capacità d’educazione, facoltà di progresso. Dovunque si rivelano questi caratteri, ivi esiste l’umana natura, uguaglianza quindi di diritti e doveri. Come due rami che movono distinti da uno stesso tronco, l’uomo e la donna movono, varietà, da una base comune, che è l’umanità. Non esiste disuguaglianza fra l’uno e l’altra; ma come spesso accade fra due uomini, diversità di tendenze, di vocazioni speciali. Son due note d’un accordo musicale disuguali o di natura diversa? La donna e l’uomo sono le due note senza le quali l’accordo umano non è possibile. Hanno doveri e diritti generali diversi due Popoli chiamati dalle loro tendenze speciali o dalle condizioni in cui vivono l’uno a diffondere il pensiero dell’associazione umana per via di colonie, l’altro a predicarlo colla produzione di capolavori d’arte