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capitolo xlv. 503

non solo non è bacino da barbiere, ma tanto è lontano dall’esserlo, quanto il bianco dal nero, e dalla verità la menzogna: sostengo però che quantunque questo sia un elmo, non è un elmo intero. — E così è per lo appunto, disse don Chisciotte, perchè gli manca la metà, ch’è il mento. — E così è,„ soggiunse il curato indovinando già le intenzioni del suo amico barbiere. Lo stesso affermarono Cardenio, don Fernando, i compagni suoi: ed anche il giudice, se non avesse avuto l’animo volto a più gravi pensieri per l’affare di don Luigi, avrebb’egli pure aiutato a dar colore alla beffa; ma trovavasi sì concentrato in sè stesso che poco o nulla in fatto vi prendea parte. — Dio m’aiuti!„ disse a tal punto il corbellato barbiere, com’è dunque possibile che genti fornite di onore sostengano che questo non sia un bacino, ma un elmo? questa è cosa che farebbe impazzire un’intera università comunque fosse sapiente! Or bene, se questo bacino è un elmo, per la stessa ragione anche questa bardella sarà una sella da cavallo, come ha detto questo signore.

— A me sembra bardella, disse don Chisciotte, ma ho già dichiarato che non voglio pronunziare giudizio sopra di ciò. — Eppure, soggiunse don Fernando, non v’è che il signor don Chisciotte che possa decidere, e ognuno di noi si sottomette a lui in affari di cavalleria. — lo vi giuro, o signori, disse don Chisciotte, che tali e tante e sì strane cose mi sono avvenute in questo castello nelle due volte che vi ho alloggiato, che non mi permetto di rispondere risolutamente sopra quanto qui avviene, persuaso che qui sempre abbia luogo qualche incantesimo. La prima volta mi ha dato molto che fare un Moro incantato che vi soggiornava, e la passò assai male anche Sancio mio fedele seguace; in questa notte medesima poi rimasi appiccato quasi due ore per questo braccio senza saper come o perchè m’incogliesse tanta sventura; e però sarebbe, a parer mio, troppo rischioso ogni giudizio pronunziato in mezzo a sì grande confusione di cose. Ho già fatto risposta intorno al dubbio se questo sia un bacino od un elmo, ma non oso definire se quest’altro sia bardella o fornimento da cavallo, e rimetto la decisione al saggio parere delle signorie vostre, chè forse per non esser ascritte alla cavalleria errante, com’io lo sono, non avranno forza contro le loro persone gl’incantamenti che predominano nel castello, e potranno giudicare delle cose come sono realmente, e non già come a me appariscono. — Non si può negare, replicò don Fernando, che il signor don Chisciotte non abbia parlato con molta saviezza rimettendo in noi la decisione di questo caso; e affinchè ciò proceda colla dovuta regolarità io raccoglierò segreta-