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capitolo xxxiv. 369

fosse costui, lo credè da prima una fantasima; ma vedendolo camminare e avvolgersi nel mantello, e coprirsi e fuggire studiatamente gli sguardi, lasciò quel suo semplice sospetto per farne sottentrare un altro da cui provenuta sarebbe la comune rovina se Camilla non vi avesse posto rimedio. Lotario si fece a credere che l’uomo da lui veduto uscire in ora sì straordinaria vi fosse entrato non già per amore di Leonella (chè non gli sovvenne a quel punto ch’ella nemmeno fosse al mondo), ma di Camilla: perchè il primo a perdere la stima di una donna è sempre colui che l’ha fatta traviare. Parve poi che in tale circostanza mancasse a Lotario interamente il giudizio, e usciti gli fossero di mente tutt’i suoi prudenti discorsi; perchè senza farne pur uno di buono o sensato, e senz’altro volerne sapere, prima che Anselmo si levasse di letto, fuori di sè per la gelosa rabbia che gli squarciava le viscere, morendo di voglia di vendicarsi di Camilla che torto veruno non gli avea fatto, recossi da lui e gli disse: — Sappi, Anselmo, che corrono molti giorni da che sono in lotta meco medesimo facendomi violenza per non palesarti ciò che non è possibile nè giusto che a te si celi. Ti sia noto dunque che la tua Camilla ha rinunziato ad ogni sentimento di virtù e di dovere, di che tu medesimo potrai chiarirti seguitando i miei consigli. Fingi di allontanarti, come altre volte facesti, e nasconditi in vece nella tua guardaroba, al che ti daranno comodità e le tappezzerie e gli altri arnesi che vi si trovano, dov’ella ha promesso di ricevermi alla prima occasione; e così ci assicureremo tutti e due de’ suoi pensieri. Sospeso, attonito e maravigliato rimase Anselmo delle cose dettegli da Lotario, perchè tenendo Camilla per vincitrice dei finti assalti di Lotario, cominciava già a godere della gloria del suo trionfo. Se ne stette taciturno buon tempo e cogli occhi fissi in terra, indi rispose: — Tu hai eseguito, o Lotario, il dovere di amico, di che non ho mai dubitato; ed io voglio seguire in tutto i tuoi consigli; a te dunque mi affido, e tu custodisci il segreto con quella gelosia ch’è necessaria in un caso tanto impensato„. Promise Lotario: ma partito che fu di casa si pentì interamente di ciò che aveva detto, considerando che avrebbe potuto vendicarsi di Camilla senza valersi di un mezzo sì crudele e disonorato. Malediceva il suo proprio giudizio, vituperava la sua imprudente risoluzione, nè sapeva di qual mezzo valersi per distruggere il già fatto, o per escirne mercè un ragionevole partito. Si decise al fine di palesare il tutto a Camilla; e siccome occorreva di non perder tempo, procacciò al mezzo di trovarla sola in quello stesso giorno. Poichè essa lo vide, ed ebbe occasione di potergli parlare liberamente, gli disse: — Sappiate, amico Lotario, che io ho un


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