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capitolo xxxiv. 367



“Sventurato chi naviga sotto oscuro cielo, per mare ignoto e pericoloso, senza stelle e senza porto!


“Anselmo lodò questo secondo sonetto come avea fatto del primo, ed andava aggiungendo in tal maniera anello ad anello alla catena che ad ogni momento più rinforzava la sua infamia; perchè quanto più lo assicurava Lotario della integrità dell’onor suo, tanto maggiormente lo rendeva disonorato.

“In tal guisa i passi tutti che si facevano da Camilla per cacciarsi ognor più nel fondo del suo vituperio, la sollevavano nel giudizio del marito all’apice della virtù e della buona fama! In questo avvenne che trovandosi Camilla da sola a sola colla sua donzella, le disse: — Ho vergogna, Leonella mia, di me stessa pensando come presto ho concesso a Lotario il pieno possedimento della mia volontà; ed ho ragione di temere che abbia egli a disistimarmi per avermi trovata così pieghevole a’ suoi desiderii. — Ciò non dee affliggervi punto nè poco, signora mia, rispose Leonella. Non vi è ragione di temere lo scapito nella opinione, quando quello che presto si concede sia realmente buono in sè stesso e degno di estimazione; dicendosi oltre a ciò per vecchio proverbio, che chi dona presto dona due volte. — Ma si suole anche dire, soggiunse la padrona, che quello che costa poco si stima meno. — Non fa ciò al proposito vostro, ripigliò Leonella, perchè l’amore (a quanto ne intesi dire) vola talvolta, e tal’altra cammina, con questo corre, tardo è con quell’altro; chi ne resta intiepidito semplicemente, e chi abbruciato; ferisce l’uno, uccide l’altro; comincia ad un punto la carriera dei desiderii, e nell’atto medesimo la termina; suole nella mattina porre l’assedio ad una fortezza, e la sera ha già fatto seguirne la resa, non vi essendo forza alcuna che gli resista. Ora se così va la cosa, che mai vi atterrisce, o di che temete? Non si turbi l’intelletto vostro con vani e scrupolosi fantasmi; ma accertatevi in vece che siete stimata da Lotario al modo stesso con cui egli è apprezzato da voi; e la soddisfazione che mostra per la vostra condiscendenza vi prova che in lui non fa che accrescersi la estimazione e l’affetto.

“Maravigliossi Camilla delle parole della sua cameriera, e la tenne per pratica delle cose di amore più di quello che non avrebbe creduto: e lo ebbe a confessare colei stessa, scoprendo a Camilla che amoreggiava un giovine bennato della stessa città; del che però n’ebbe turbamento la padrona temendo allora che il suo onore fosse troppo male raccomandato nella confidenza che aveva data a Lionella. Si impegnò anzi a conoscere se le cose fossero tra loro ite più oltre