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ii«Ì6M preesistente ali* ertine dall' Univano. Bereso pteeto Solicello («) ti esprime Dappertutto vi era éui' «na tenebrosa ed attiva y un aéeseugUo di materia ^un/usa, I*c#, dmu» e ««w JE**. „ Ttol* /a

natura era ia iscom piglio: // C/e/a e la Terra erano un ammaem i mp o r rn e e eonfueo „. (4). Erodoto (c) descrive ìì Caos come una immensità di spazio immerso nelle tenebra 5 e che lo spirito dell* aria tenebrosa avendo un tempo desiderato di unirli a suoi principi, ne risultò la unione delle parti, ch'egli chiama Cupido, on- di' emanarono tutti gli esser». Diodoro di Sicilia {d) dica .ehe il Caos genero l'Etere e la Notte. Esiodo (e) as- serisce the Demogorgone padre di tutte le cose, accom- pagnato da nuvole e da tenebre, stava sepolto > ed iner- te" nel eentro della terra. Ovidio nelle sue metamorfosi ha immaginato che innanzi alla formazione del Cielo, della Terra e del Mare, la natura era un tutto omoge- neo; che queste tatto era» un aggregato de' principj delle cose 4 ammassati senz'alcun' ordine, e tra di loro di- scordi, tal mente che il caldo combatteva col freddo, l v «rtnido col secco nel medesimo corpo; che Dio sepa- rando questi prineipj tra di loro discordi r (eoe cessare il contrasto ^

Per ispiegare l'origine delle cose, gli Egizj immaginarono un nume che chiamarono Cuef, nella bocca della di cui statua vedevasi un uovo, per dinotare che

(a) Pag. 28 et 29.

(b) Sanconiatone presso Eusebio Praep. Evang* lib* i cap. ae. >

(c) de Phaenic. Tkeot. cap. vii.

(dì IH. i eap. t* (e) Theog. p. 123.