Pagina:Della geografia di Strabone libri XVII volume 2.djvu/228

214 della geografia di strabone

l’estremità della prora da lui rinvenuta? O come potè sapere che quella prora, per essere il resto di un naviglio venuto dall’occidente, avesse fatto il giro della Libia, di che non restava indizio veruno? Egli stesso arrivava allora colà dalla parte occidentale, sebbene venisse dall’India1. E quando poi ritornò ad Alessandria e fu convinto di essersi appropriati parecchi oggetti, come mai non ne fu punito, ma andò intorno mostrando l’estremità della prora già detta, e domandando sovr’essa l’opinione dei nocchieri? E non è prodigioso anche colui che gliene seppe dare contezza? E non è più mirabile ancora

  1. Il Gossellin pone a questo luogo la nota seguente: Secondo gli antichi, ed anche secondo Strabone le parti meridionali dell’Africa non si estendevano fino all’Equatore, ma poco dopo il capo Guardafui le coste di quella regione volgevansi all’ouest per risalir poi sino allo stretto di Gibilterra. In questa ipotesi la costa d’Ajano (Stretto di Babel-Mandel), a cui Eudosso diceva di essere approdato, giudicavasi quasi parallela all’Equatore. Se noi dunque supponiamo ch’egli fosse arrivato in un luogo qualunque di quella spiaggia, alcun poco discosto dal capo Guardafui, non potè certamente ricondursi a questo medesimo capo se non navigando all’est; e quindi, rispetto ai popoli che incontrò da poi, egli veniva dall’ouest. Quando pertanto egli fu presso quei popoli che gli mostrarono il resto dell’antico naviglio assicurandolo ch’era venuto dall’ouest, Eudosso non doveva conchiudere (dice Strabone) che quel naviglio avesse fatto il giro dell’Africa; perchè poteva esser giunto colà o dal luogo da cui egli medesimo eravi pervenuto, o da qualche altro forse un po’ più lontano, ma non era possibile conchiudere ch’esso era partito da Cadice; giacchè Eudosso stesso avea navigato dall’ouest all’est e pur confessava di non aver fatto il giro dell’Africa.