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rentela, compresa Arduina che tuttavia la conduceva di qua e di là presso varie contesse e marchese, dove c’erano altre marchese e altre contesse.

— È spaventevole il numero delle contesse che s’incontrano a Roma! — diceva Regina ad Antonio.

Ella un po’ si divertiva, un, po’ si annoiava; non si offendeva se quelle signore non le restituivano la visita; e non si meravigliava più delle cose orrende che qua e là, in quasi tutti i salotti, si dicevano sul conto delle persone più note del mondo letterario e del mondo politico, ed anche del mondo privato!

— Tutto è possibile, — diceva Marianna; — e specialmente è possibile che le cose che si dicono siano calunnie.


*


Al cominciare della primavera Regina ebbe una recrudescenza di nostalgia e di scontento. Nell’appartamentino cominciava a far caldo. Ella stava lunghe ore alla finestra, con l’inquietudine nervosa dell’uccello non ancora abituato alla gabbia. Dal «giardinetto dei gattini» saliva un odore di erba umida che le dava spasimi di nostalgia. Qualche volta ella guardava giù con l’occhialetto, e vedeva un giovane, basso, calvo, pallido e paffuto, vestito con estrema eleganza, passeggiare intorno alla vasca verdolina, sulla quale la fontana piangeva di noia. Anche il giovine s’annoiava. Regina ricordava d’aver veduto quel signore, dal viso gonfio e giallo come un’albicocca non ancora ben ma-