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lo aveva neppure misconosciuto legalmente; ma era una cosa complicata, che sarebbe andata per le lunghe, e occorrevano molti denari che l’avvocato richiedeva anticipati. Con quei denari Mikali preferiva andarsene in America e guadagnarne altri: al ritorno era sempre a tempo d’intentare la lite. La verità poi era che, in fondo, egli non voleva disgustare Vittoria finchè non avesse perduto ogni speranza nell’amore di lei...

In fondo egli si conosceva bene, sapeva che non era un violento, ma un povero orfano allevato da una madre serva timorosa di Dio e degli uomini; il sangue della razza gli ribolliva però nelle vene, e a volte gli sembrava di essere ancora ragazzetto, quando stanco delle preghiere che sua madre gli faceva recitare, fuggiva nella brughiera e per fare qualche cosa andava a buttare giù le pietre dei paracarri o si batteva la testa contro i tronchi degli alberi e poi rideva per il dolore.

Eppure, mentre egli stesso si piegava e si umiliava, il dolore rassegnato della madre, che dopo i primi giorni dalla morte di Andrea non s’era più cambiata la camicia nè lavato il viso in segno di lutto, lo irritava fino allo spasimo. Egli non poteva più perdonarle questa rassegnazione.

La notte di San Giovanni, mentre tutte le donne dello stazzo erano nella brughiera a bagnarsi i piedi alla sorgente, e i fanciulli seduti in fila sul ponte aspettavano silenziosi che a mezzanotte si spalancasse il cielo e apparisse