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trando. Ma prete Elias non s’acquietò: avrebbe voluto alzarsi, andar dal bambino, esaminarlo; e invece non potè muoversi e dovette nascondere la sua inquietudine.

Ascoltava i cantori, sorrideva lievemente per certi versi ben riusciti, ma non parlava, non rideva. Vedeva il Farre, quel ricco e grosso parente che parlava ansando, andare e venire per la casa, dando ordini, immischiandosi in ogni cosa come fosse il padrone, parlando spesso con Maddalena; e ne provava gelosia, e accorgendosi di questa gelosia s’irritava contro sè stesso, ma taceva.

Dopo il pranzo entrò quasi furtivamente presso il bimbo, si chinò e lo guardò a lungo e vedendolo dormire soavemente, con la boccuccia semiaperta, con l’uccellino dolce tra le manine, provò un impeto di tenerezza, e lo baciò religiosamente. Sollevandosi ricordò il giorno e la notte delle nozze di Maddalena, e la malattia e il dolore ch’egli aveva sofferto su quel lettuccio.

— Le cose del mondo! — pensò. — Chi avrebbe mai creduto che dovevano accader queste cose?

Rientrando in cucina sentì il Farre che discorreva del bimbo con Maddalena, intenta a preparare del caffè.