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vano in lontane visioni. Che vedeva egli allora, quando l’organo gemeva sonoro e i canti liturgici salivano con una lamentazione nostalgica di beni perduti e con l’invocazione accorata di beni ignoti? Vedeva il passato, la tanca, la solitudine; ricordava la sua passione? Sì, egli vedeva e ricordava tutto, e si accorava di non potersi distaccare dal passato, come aveva creduto e sperato, e ciò che l’attaccava ancora al dolore e alla gioia delle passioni umane era la visione continua di quella giovine donna inginocchiata in fondo alla chiesa, tra la porpora dilagante della folla paesana. Era Maddalena, bella e splendida nel suo costume di sposa; tra le braccia teneva il bambino coperto dalla mantiglia di scarlatto orlata di seta azzurra; e il bimbo, quando la madre gli faceva danzar davanti al visetto gli amuleti di argento e corallo appesi al suo piccolo collo, alzava le manine di rosa e sorrideva socchiudendo gli occhi verdognoli luminosi.

Elias vedeva continuamente davanti a sè la sua creatura sorridente, e la amava con tenerezza accorata, e amando il bimbo amava la madre, e soffriva spesso nella lotta vana contro quei suoi amori terreni.