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— Ah, no! — disse a voce alta. — Non mi tentate, zio Martinu mio; e una cosa superiore alle mie forze: potrei andare mille volte, senza mai riuscirvi.

— È vero, — disse il vecchio, e parve colpito da un ricordo. — Mi rammento un fatto, — aggiunse poco dopo. — Veramente era cosa più grave assai, ma l’uomo era anche assai più forte di te, coraggioso, spregiudicato, violento. Doveva commettere un delitto (e ne aveva già commessi altri); doveva ammazzare un uomo onesto. Gli sembrava una cosa naturale, facilissima, ed in cuor suo era più che deciso. Arriva il giorno, l’ora designata: egli va in casa dell’uomo onesto, lo trova a cena, può ucciderlo senza alcun pericolo. Ma l’uomo onesto lo guarda, e basta questo perchè l’altro non possa sollevare il braccio. E questo avviene due, tre, dieci volte.

Mentre il vecchio parlava, Elias lo divorava con gli occhi, dimenticando il suo affanno nell’ascoltare quella storia: ah, egli la conosceva già, quella storia, non solo, ma sapeva che l’uomo violento era lo stesso zio Martinu. Tutti del resto la conoscevano da anni, quella storia, e aggiungevano che l’uomo onesto, venuto anche lui a conoscerla, chiamò a sè zio