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la popolarità che ha in Spagna l’autore del Don Chisciotte. Io credo che non vi sia un contadino, un pastore, dai Pirenei alla Sierra Nevada, dalla costa di Valenza ai colli d’Estremadura, che interrogato di chi sia il Cervantes, non risponda con un sorriso di compiacenza: — El imortal autor del Quijote. — La Spagna è forse il paese dove si celebrano più anniversarii di grandi scrittori: da Juan de Mena all’Espronceda, ognuno ha il suo giorno solenne, nel quale si offre alla sua tomba un tributo di canti e di fiori. Nelle piazze, nei caffè, nei carrozzoni della strada ferrata, per tutto occorre di sentir citar versi di poeti illustri, da ogni sorta di gente; chi non ha letto, ha sentito leggere; chi non ha sentito leggere, ripete la citazione come un proverbio, per averla udita da un altro; e quando uno dice un verso, tutti drizzan gli orecchi. Chi conosca per poco la letteratura spagnuola, può fare un viaggio in quel paese colla sicurezza di aver sempre di che discorrere e di come ispirar simpatia, dovunque capiti, in chiunque s’abbatta. La letteratura nazionale è là veramente nazionale.

Il difetto degli Spagnuoli che colpisce fin dalle prime lo straniero, è questo: che nell’estimare le cose, gli uomini e gli avvenimenti del loro tempo e del loro paese, sbagliano, se così può dirsi, la misura; ingigantiscon tutto; vedono ogni cosa come a traverso una lente che ne dilata spropositatamente i contorni. Non avendo avuto da lungo tempo una partecipazione immediata nella vita comune d’Eu-