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sorretti dai compagni, altri decrepiti, quasi portati; soldati, generali, con antiche divise, col petto coperto di ciondoli e di nastri, e lunghe spade e cappelli piumati; poi una folla d'ufficiali di tutti i Corpi, luccicanti d'oro e d'argento, e vestiti di mille colori; poi gli alti impiegati dello Stato, i deputati provinciali, i deputati del Congresso, i Senatori; poi gli araldi del Municipio e delle Camere, con ampie toghe di velluto e le mazze d'argento; poi tutti gli impiegati municipali, tutti gli alcaldes di Madrid, vestiti di nero, colle medaglie al collo; infine il Re, vestito da generale, a piedi, accompagnato dal Sindaco, dal capitano generale della Provincia, dai generali, dai ministri, dai deputati, dagli ufficiali d'ordinanza, dagli aiutanti di campo, tutti col capo scoperto. Chiudevano la processione le cento guardie a cavallo, sfolgoreggianti come guerrieri del medio evo; le guardie reali a piedi, con gran berretto di pelo alla foggia della guardia napoleonica, tunica rossa a coda di rondine, calzoni bianchi, due larghe tracolle incrociate sul petto, ghette nere fino al ginocchio, spada, fiocchi, cordoni, fermagli, gingilli; poi ancora volontari, soldati di fanteria, artiglieri, popolo. Tutti andavano a passo lento; sonavano tutte le bande e tutte le campane; il popolo era silenzioso; e quell'insieme di bambini, di poveri, di preti, di magistrati, di veterani mutilati, di grandi di Spagna, presentava un aspetto gentile e magnifico, che ispirava ad un tempo tenerezza e riverenza.