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canto ai grandes blessés, ai feriti dai proiettili esplosivi, da schegge di granata e di bombe a mano, da pallette di shrapnels, da proiettili indiretti, devono andare considerate seriamente tutte quelle macro- e microscopiche lesioni, prodotte dall’infezione malarica in tutte le sue svariatissime forme: la quale infezione non ha compiuto raccapriccianti devastazioni ossee e viscerali; non ha squarciato le arterie e le vene; non ha prodotto emorragie profuse esterne o cavitarie; non ha pestato la sostanza cerebrale; non ha reciso nervi e tendini; non ha portato nel sangue un’intossicazione acuta rapidamente mortale ecc.; ma ha silenziosamente, lentamente devastata e recisa la sottile trama degli organi deputati alle più importanti funzioni della vita con la tumefazione torbida, la degenerazione amiloide e grassa; ha indotto la progressiva distruzione delle emazie,

    essa assicura un indennizzo anche per i casi d’invalidità lievissima: non assicura nulla per «le molteplici complicazioni e successioni morbose della malaria», che, sommandosi, degenerano l’individuo, degenerano la razza. Con questo procedimento si viene a dimenticare la mortalità, ancora alta, per polmonite, tifo, cinosi epatica, favorite o aggravate dalla malaria, che non è più manifesta, non si tengono in dovuto conto le oscillazioni del tumore splenico, le nefriti, le nevralgie (periodiche o sistematiche, primaverili o autunnali...), le nevrosi, le psicosi, le eruzioni cutanee, le emorragie, intermittenti, i catarri e le ectasie gastriche gli stati anemici, peggiorati dalla malaria, che pure non ha più segni palesi!