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104 Gabriele d’Annunzio


L’ADORAZIONE

Pallidi ne li azzurri jacintéi
stati li oleandri lungo il mar giocondo,
quali Tádema, il dolce pittor biondo,
già vide ne li idilli di Pompei.

Biancheggiano in quadruplo ordine a tondo
su le insigni colonne i propilei;
e da l’ombra felice ove tu sei,
Ebe, ne l’aria sale odor profondo.

L’aroma de ’l divin fiore, che intatto
ne ’l tuo misterioso essere chiudi,
per una lenta ebrietà m’attira.

De le trepide braccia, umile in atto,
io ricingo i tuoi piè candidi e nudi.
Suona l’anima mia, come una lira.