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donava fine a questa discordia feceno armare doi forti galioni quali li tencano armati quando in lo porto de Vai e quando in lo porto de Noli o vero sopra Saona a li dani de saonezi soe quando usiva o vero intrava vaseli da Saona li diti galioni fasevano vela a la sua volta trachezandoli con bone canonate per prendeli overo butali in fondo e lo castelo de Saona dove era fransozi dentro tiravano de bone canonate contro li galioni genoezi eciam diti fransozi donavano le sue artalarie de castelo a citadini de Saona chi se tiraseno loro e alcuna volta li vaselli chi volevano intrare in Saona erano tanto astretti da diti galioni che per sua salvacione investivano in terra sopra zinora o sia sopra la fornaze e tuta la cita e ville esivano fora tirando artagaria a brase a defendere diti vaselli e yo ge sono stato in persona a yutali a defendere con la mia balestra ne mai per lo tempo che governo fransezi chi fu fino de 1512 mai lo re de Fransa ge volse metere fine lasando le cose in perfete


    al Papa e che sentiranno la risposta da Andrea Nattone. Aver detto il Card. di Sinigalia che accadendo la opportunità, sua S. Rev. farà da buono cittadino per la patria, della quale è zelatore. Dice aver mandato la lettera a Viterbo al Card. di S. Giorgio (Raffaele Riario) e che lui Vincenzo farà quanto potrà, e che già ha parlato due volte al Papa degli oltraggi fatti dai Genovesi alla loro patria ed ha risposto non faranno sempre così.
    Troviamo che per gran tratto del 1509 la Comunità ha oratori a Roma. Nel giugno detto anno il Foderato scrive ancora a lungo agli Anziani per le controversie con Genova.
    L’Andrea Nattone di cui è cenno nella lettera del Foderato lo troviamo nel 1487 capitano di galera nell’armata genovese con altre di Silvestro Pavese e di Nicolò Corso contro i Turchi. Nel 1507 fu Governatore di Benevento a nome di Giulio II, e a tal governo gli successe suo figlio Percivale.
    La Nattone era antica e nobile famiglia savonese. Già nel 1340 un Bartolomeo Nattone era uno dei 4 Governatori di Savona. Nel 1376 accompagnò a Milano il Vescovo di Savona Antonio Saluzzo, eletto Arcivescovo di quella Metropolitana, e del 1346 detto Bernardo fu ambasciatore a Clemente VI.