fuori a caso, han sempre detto su per giù come diceva io, che, delle opinioni degli uomini, di alcune è da far grande estimazione, delle altre no. Per gl’Iddii, ciò non ti par detto bene, o Critone? Tu, a ragione di uomo, sei fuor del pericolo che tu muoja domani, e non t’oscura gli occhi una disgrazia come la mia; e però considera se non ti par giusto dire, che non si ha da avere in onore tutte le opinioni degli uomini; ma quali sì, quali no. Che ne di’ tu? ho ragione?1.

Critone. Ragione.

Socrate. E però s’ha da avere in onore le buone; le cattive no.

Critone. Sì.

Socrate. E buone non son quelle dei savii, e cattive quelle degli stolti?

Critone. Come no?2.



  1. Ancora uno sprazzo della finissima ironia socratica «Io debbo morire: può darsi che la mia mente sia turbata; ma tu, che sei più sereno, esamina se abbiamo errato dicendo le mille volte, che solo i pensieri dei saggi vanno ascoltati, non, egualmente, le opinioni di tutti gli uomini».
  2. Socrate costruisce ormai. E il primo risultato è che non tutte le opinioni sono egualmente valide, secondo la tesi sofistica, ma, tra esse, solo alcune; e queste opinioni valide son quelle, sennate, dei savi.