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capitolo lxxxviii. 319


6.  T’insegneremo a leggere il Corano, e non ne scorderai nulla,

7.  Fuorchè ciò che piacerà a Dio; poichè egli conosce ciò che appare chiaramente, e ciò che è nascosto.

8.  Ti renderemo facili le nostre strade.

9.  Avverti, poichè i tuoi avvertimenti sono salutari.

10.  Chi teme Dio ne profitterà.

11.  Il solo reprobo se ne allontanerà,

12.  Quegli che sarà esposto al fuoco terribile;

13.  Ei non vi morrà, ne vi potrà vivere,

14.  Beato colui che si conserva puro,

15.  Che ripete il nome di Dio e prega.

16.  Ma voi preferito la vita di questo mondo;

17.  E pure la vita futura vai più, ed è più durevole.

18.  Ciò si trova nei libri antichi,

19.  Ne’ libri d’Abramo e di Mosè.

CAPITOLO LXXXVIII.

il giorno che avviluppa.

Dato alla Mecca. — 26 Versetti.

In nome di Dio clemente e misericordioso.

1.  Non hai inteso mai parlare del giorno che avvilupperà tutto,

2.  Del giorno in cui de’ volti saranno abbassati.

3.  Lavorando, ed oppressi dalla fatica.

4.  Abbruciati al fuoco ardente,

5.  Berranno acqua bollente?

6.  Non avranno altro nudrimento che il frutto di (Dari)1,

7.  Che non li renderà grassi, nè calmerà la lor fame.

8.  In quel giorno altri volti saranno sereni,

9.  Contenti de’ loro lavori di pria,

10.  Soggiorneranno in un giardino sublime,

11.  Ove non si sente alcun discorso frivolo.

12.  Vi si troveranno sorgenti d’acque correnti,

13.  Sedili alti,

14.  Tazze preparate,

15.  Cuscini disposti per fila.

16.  Tappeti distesi.

17.  Non hanno essi osservato il Camelo, come è stato creato?

18.  Il cielo, come è stato inalzato?

19.  Le montagne, come sono state piantate?

20.  La terra, come è slitta estesa?

21.  Predica agli uomini, giacche non sei che un apostolo;

22.  Tu non hai potere senza limiti;

23.  Ma chi volgo le spalle e non crede,

24.  Dio lo dannerà al gran castigo.

25.  Essi ritorneranno a me.

26.  Sono io che m’incarico di fare il loro conto.


  1. Dari è un arboscello spinoso che produce un frutto asprissimo. Questa parola significa aucora generalmente i cardi e le spine.