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84 nietzsche contro wagner

dore! è facile imaginarlo — essi adorano quel contrasto doloroso e assolutamente superfluo che Riccardo Wagner, alla fine della sua vita ha voluto incontestabilmente mettere in musica e portar sulla scena. A quale scopo? si chiederà giustamente.

2.


Non bisognerebbe, intanto, voler evitare quest’altra questione: che veramente gl’importasse quella virile (ahimè! così poco virile) «semplicità dei campi», quel povero diavolo, quel tìglio della natura, che si chiamava Parsifal e ch’egli Unisce per far cattolico con mezzi così insidiosi. Come? Wagner prendeva sul serio quel Parsifal? Che se ne sia riso, io son l’ultimo a contestarlo e al pari di me, Goffredo Keller... A dir vero sfarebbe sperato che il Parsifal di Wagner fosse stato concepito gaiamente, in qualche modo come epilogo e come dramma satirico, a mezzo del quale Wagner il tragico avesse voluto, in maniera conveniente e degna di lui congedarsi da noi, da sè stesso, innanzi tutto dalla tragedia, e ciò per un eccesso di alta e maliziosa parodia dello stesso tragico, di tutta quella terribile gravità terrestre e delle miserie terrestri d’altri tempi, parodia d’una forma alfine vinta, la forma più grossolana