Pagina:Confessioni d'un scettico.djvu/24


20 confessioni d’un scettico

della geenna eterna. Un tal servaggio di spirito chiamò redenzione; e quando ci vide attraversare le forche caudine d’un dogma fabbricato da lei, s’applaudì come d’una grande salute partecipata dal cielo e dalla terra.

Ahimè! quanto diversa da quella Charite olimpica che uscì fresca di pudor virginale dalla schiuma del mare, ondeggiata mollemente dai zefiri sulla sua conca odorosa, che lampeggiava d’un riso sereno sugli esseri inebbriati alla voluttà de’ suoi sguardi, e mentre guidava le feste di Orcomeno dai veli decenti trasparivano le membra ambrosie atteggiate alla danza! La santa Venere con forma e con nome di Grazia era in quel tempo la Dea della vita, i cuori si esaltavano nell’ebbrezza del suo culto, ed anche la religione era gioia di spiriti sani.

Il medio evo capovolse quel mondo sì bello, e contristò di pianto ascetico la natura che avea generato le forme olimpiche della beltà. D’allora la grazia divenne mi-