Pagina:Commedia - Paradiso (Buti).djvu/697


c a n t o   xxvi. 685   

22E disse: Certo a più angusto vaglio
     Ti conviene schiarir: dicer convienti
     Chi drizzò l’arco tuo a tal berzaglio.
25Et io: Per filosofici argomenti,
     E per autorità, che quinci scende,
     Cotal amor convien che’n me s’imprenti:
28Chè ’l bene, in quanto ben, come s’intende,
     Così accende amore, e tanto maggio
     Quanto più di bontà in sè comprende.
31Dunqua a l’essenzia, ove è tanto vantaggio,1
     Che ciascun ben, che fuor di le’ si trova,
     Altro non è ch’un lume di suo raggio,2
34Più che ad altra convien che si mova3
     La mente, amando, di ciascun che cerne
     Il vero, in che si fonda questa prova.
37Tal vero a lo intelletto mio scerne4
     Colui, che mi dimostra il primo amore
     Di tutte le sustanzie sempiterne.
40Scernel la voce del verace Autore,5
     Che dice a Moise, di sè parlando:
     Io ti farò sentire ogni valore.6
43Scernimel tu ancora, cominciando7
     L’alto preconio, che grida l’arcano
     Di qui laggiù e sopra ogni altro bando.8
46Et io udi’: Per intelletto umano,
     E per autoritadi a lui concorde9
     De’ tuoi amori a Dio guarda ’l sovrano.

  1. v. 31. C. A. ove tanto è
  2. v. 33. C. A. che lume di
  3. v. 34. C. A. che in altro convien
  4. v. 37. C. M. cerne — C. A. sterne
  5. v. 40. C. M. Cerno la — C. A. Sternel la
  6. v. 42. C. A. farò vedere
  7. v. 43. C. M. Cernimel — C. A. Sternilmi tu ancora, incominciando
  8. v. 45. C. A. laggiù sovra
  9. v. 47. C. A. E per antichitade
   Par. T. III. 44