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c a n t o   xi. 331   

49Di questa costa là, dov’ella frange
     Più sua rattezza, nacque al mondo un Sole
     Come fa questo tal volta di Gange.
52Però chi d’esso loco fa parole
     Non dica Ascesi, ch’ei direbbe corto;
     Ma Oriente, se proprio dir vole.
55Non era ancor mollo lontan da l’orto,
     Ch’ei cominciò a far sentir la terra1
     Della sua gran virtù alcun conforto.2
58Chè per tal donna giovanetto in guerra
     Del padre corse, a cui, com’a la morte,
     La porta del piacer nessun disserra;
61E dinanzi a la sua spirital corte,
     Et coram patre li si fece unito,
     Poscia di di’ in di’ l’amò più forte.
64Questa, privata del primo marito,
     Mille cento anni e più dispetta e scura3
     Fin a costui si stette senza ’nvito.
67Nè valse udir, che la trovò sicura
     Con Amiclate al suon de la sua voce
     Colui, ch’ a tutto ’l mondo fe paura;
70Nè valse esser costante, nè feroce
     Sì, che dove Maria rimase giuso,
     Ella con Cristo salse in su la Croce.4
73Ma perch’io non proceda troppo chiuso,
     Francesco e Povertà per questi amanti
     Prendi oramai nel mio parlar diffuso.

  1. v. 56. C. A. Ch’el
  2. v. 57. C. A. virtude
  3. v. 65. C. A. Mille e cento
  4. v. 72. C. A. pianse