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Il diritto di decima nella Prebenda Propositurale sulle terre dei succitati Comuni, venne originato dalla donazione delle rendite di spettanza dei canonicati, fatta da S. Carlo Borromeo nel 1578 e 1584 per aumentare la tenue congrua Propositurale.1

Nel 1710 i comunisti aventi beni o campi soggetti a decima riconobbero e si obbligarono, a mezzo dei loro rappresentanti, di soddisfare in perpetuo l’annua quota di decima come appresso: i comunisti di Vestreno per stara 40 segale — di Sueglio stara 35 più soldi 35 imperiali — di Aveno stara 12 — di Tremenico stara 32 — di Introzzo stara 32 e soldi 35, come agli atti notarili 16 e 26 agosto, 4 e 6 settembre e 12 dicembre, rogati dal Dott. Francesco Magni di Dervio.2 Con istrumento 13 dicembre 1779 i proprietari di Introzzo convennero col rev. Proposto Don Antonio Uslenghi di ridurre in contanti le stara 32 di segale. Il pagamento dell’annuo canone venne stabilito in Lire 64 imperiali, a corso di grida, non compresi i soldi 35 dell’istrumento 1710.

Nel 1802 gli altri Comuni della Valle inoltrarono domanda di poter tramutare in contanti la quota di decima sui generi, e di inscrivere la somma corrispondente a carico del bilancio comunale. Con vice-reale decreto 7 gennajo 1812, intimato ai Comuni il 10 febbrajo, veniva approvato il versamento in contanti al rev. Proposto di Dervio «coll’obbligo ai proprietari di fondi aggravati da decima di soddisfare gli arretrati, nella complessiva somma di Lire italiane 1.500, e di versare l’annua quota individuale all’Esattore del Comune.»3

I paesi della Valle hanno una popolazione robusta, laboriosa, svegliata, obbligata in parte, per le limitate risorse del suolo, ad emigrare temporariamente nella Svizzera, Francia e Germania, o per maggior tempo nelle Americhe,


  1. Archivio Propositurale — Bolla originale in pergamena.
  2. Archivio Propositurale — Dal Registro Introiti e Spese.
  3. Archivio Propositurale — Dalla Copia del Decreto e Documenti.