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perorare estemporaneo fu dalla natura a non poche donne accordato. Le teologiche e filosofiche scienze non restarono dalla eloquenza disgiunte, e spesso abbellite e dimostrate furono con la sublime forza di un nitido verseggiare. Alcuni poemi ed un’infinità di poesie scritte in più lingue, e le orazioni e le epistole e le dispute che di quella età a noi restano, provano ad evidenza che non fu il secolo XV un secolo deficiente d’originalité d’esprit.

Anche a quest’epoca la munificenza degli Italiani Principi e la protezione accordata da essi alle scienze, ebbero gran parte, senza dubbio, all’incremento, che sul cessare di esso secolo si riconobbe evidentissimo, e le principesche famiglie gara ebbero fra di loro onorificentissima nell’erigere utili istituzioni da uomini dottissimi dirette, e nel salvare que’ preziosi codici che il tempo roditore avrebbe guasti o sperduti, preparando per modo tale aurea culla al XVI secolo, al luminoso secolo di Leone.


SECOLO XVI.


Corrispose l’effetto ai voti unanimi della Italia e di chi la signoreggiava, e zelanti di serbarne la gloria e di aumentare il sacro fuoco delle lettere furono nel XVI secolo Leone X, Clemente VII, Cosimo, Francesco e Ferdinando de’ Medici in Firenze; due Alfonsi, ed Ercole II d’Este in Ferrara; i