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[versione diplomatica] dicono ancora, che la povertà grande fà li huoĩ vili, astuti, ladri, insidiosi, forasciti, menzognari, testim̃ falsi & e le ricchezze insolenti, sup̃bi, ignoranti, traditori, disamorati, presumitori di quel, che nõ sanno & però la comunità tutti li fà ricchi, e poveri; ricchi ch’ogni cos’hanno, e possedono, poveri, perche s’attaccano à servire in ogni cosa; se bene ogni cosa servi à loro. E molto laudano in questo le religioni della cristianità; e la vita dell’aptĩ. Hosp. Bella, e santa cosa mi par questa, ma q̃lla delle donne comuni par ardua. S. Clemente Rom. dice che le donne pur siano comune, ma la glosa intende quanto all’ossequio nõ al letto, e Tertuliano consente alla glosa. G. Io nõ sò di questo, sò ben ch’ess’hanno l’ossequio delle donne, et insieme il letto, ma nõ semp̃, se nõ p̃ generare, credo che si possano ingannare ancora, ma essi si difendono con Socrate, Catone, Platone et altri. potria stare che lasciassero questo uso un giorno perche nelle Città soggette à loro nõ accomunano se nõ le robbe, e le donne quanto all’ossequio, et all’arti ma nõ al letto. E questo la ascrivono all’imperfettione di q̃lli, che nõ hanno

[versione critica] Dicono ancora, che la povertà grande fa li uomini vili, astuti, ladri, insidiosi, forasciti, menzognari, testimoni falsi ecc. e le ricchezze insolenti, superbi, ignoranti, traditori, disamorati, presumitori di quel, che non sanno ecc. però la comunità tutti li fa ricchi, e poveri; ricchi ch’ogni cos’hanno, e possedono, poveri, perché s’attaccano a servire in ogni cosa; se bene ogni cosa servi a loro. E molto laudano in questo le religioni della cristianità; e la vita dell’apostoli.

Ospitalario
Bella, e santa cosa mi par questa, ma quella delle donne comuni par ardua. S. Clemente Romano dice che le donne pur siano comune, ma la glosa intende quanto all’ossequio non al letto, e Tertuliano consente alla glosa.
Genovese
Io non so di questo, so ben ch’ess’hanno l’ossequio delle donne, e insieme il letto, ma non sempre, se non por generare; credo che si possano ingannare ancora, ma essi si difendono con Socrate, Catone, Platone e altri. Potria stare che lasciassero questo uso un giorno perché nelle Città soggette a loro non accomunano se non le robbe, e le donne quanto all’ossequio, ed all’arti ma non al letto. E questo la ascrivono all’imperfezione di quelli, che non hanno