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poesie postume 231


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Sonetto al signor principe di Bisignano

D’Italia e Spagna e dell’altro emispero
presso a Filippo, monarca sovrano,
primo signor è quel di Bisignano,
per cui l’affanno mio parmi leggiero.
Ch’essendo stato un uom di tanto impero,
diece e diece anni, senza colpa invano,
sol per sua larga e generosa mano,
nel carcer, dov’io sto, dolente e fiero;
pur, quando piacque al ciel il suo ritorno
di dolce libertá all’amata luce,
privo degli anni e di prudenza adorno,
cessò ragion di Stato, che produce
a Dio nemici, a noi danno, al re scorno.
Gran forza e speme tanto essempio adduce!

24

Sonetto in lode del signor Troiano Magnati

Glorioso signor, ch’il nome porti
del cavallo troian, dove i magnati
suoi Grecia ascose pronti, apparecchiati
sovra Asia a vendicar gli antichi torti,
il valor di Diomede dentro apporti,
d’Ulisse il senno e quegli accenti grati,
di Minelao il sembiante e i modi ornati
ed ogn’altra virtú degli altri forti.
Del che m’avveggo io come Lacoonte,
ma non con l’odio suo, non col destino;
ché ammiro ed amo le tue virtú cónte.
Anzi umilmente pregando m’inchino:
apra il fianco fatal, vendichi l'onte
fatte a tanti virtuosi, e a me meschino.