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216 poesie postume


2

Giudizio sopra Dante, Tasso e Petrarca

Tasso, i leggiadri e graziosi detti
de’ duoi maggior della tosca favella
dilettan ben, perché la vesta è bella,
onora resquisiti alti concetti;
ma via piú giova il fuoco de’ lor petti,
onde nell’alma a virtú non rubella
nasce il soave ardor e la fiammella
ch’è propria dei ben nati spirti eletti.
Voi gli aggiungete e trapassate in dire,
ma il cor per l’ale vostre ancor non sente
ergersi al Ciel, e punger da giuste ire.
Deh! quando fuor della smarrita gente
ci sentirem dal vostro stil rapire
al degno ogetto dell’umana mente?

3

[Grecia e Italia]

Grecia, tre spanni di mar, che, di terra
cinto, superbia non potea mostrare,
solcò per l’aureo vello conquistare
e Troia con piú inganni e puoca guerra.
Poi di menzogne e favole ne atterra
tutte le nazion per inalzare
sue false laudi. Or, standola a mirare,
contra sé Italia e contra Dio quanto erra?
ella, che trionfò del mondo tutto
con senno ed armi sotto la gran Roma,
dove anco ha Dio suo tribunal costrutto;
ella, che novi mondi trova, e doma
dell’Ocean vago ogni tremendo flutto
(impresa, che trascende ogni gran soma)?