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nota 429

(f. 329); ed in quello de’ Caetani di Sermoneta l’autografo della XL, mostrato nel 1878 dal principe di Teano don Onorato a Domenico Bertiúnota.

Appena una, la XLIII, tra le dirette il 1622 da’ letterati al cardinale Alessandro d’Este, nell’Archivio di Stato di Modena; e sole tre, la II, III e IV, cavate dal carteggio di Ferdinando I (filze 183 e 180), nel Mediceo. Perché a Firenze sono custoditi dalla Nazionale i celebri inss. galileiani che hanno dieci lettere del Campanella, autografe o copie di pugno di Galileo — XXXI, XXXIII, XXXV, LIX, LXII. LXV-LXVIII, CVII: — la prima in p. III, t. VII, 2, cc. 66-8; la seconda in p. VI, t. IX, c. 147; la terza in p. VI, t. X, c. 50; dalla quarta alla nona in p. VI, t. XI, cc. 170, 207, 224, 228, 238, 244; la decima in t. 27 (Cimento), c. 13. Gli autografi poi della XLIV, XLV, XLVII, XLIX, LI, LXXVIII, LXXXVIII, XCVI e CXVIII passarono da Roma all’archivio privato di Torino del Duca d’Aosta; e fanno parte del decimo (ff. 249, 251, 253, 255, 257, 245, 246, 247, 248) de’ trentotto tomi dell’epistolario di Cassiano del Pozzo che, essendo stati il 1856 comprati dal principe Emanuele della Cisterna, insieme co’ tre giá venduti alla Biblioteca della facoltá medica di Montpellier, avanzarono della biblioteca cui fin allora erano appartenuti, l’Albaniana, che, acquistata dalla Prussia, andò miseramente perduta con la nave che la trasportava.

Di lá dalle Alpi, quattordici manoscritti si trovano a Parigi, tutti, fuorché la CVI — tolta da un autografo della collezione del signor Feuillet de Conches, — nella Nazionale: uno nel n. 6210, ‘Nouvelle acquis. franç.’ (f. 16 sq.), uno nel n. nuovo 106, ‘Mss. ital.’, ed undici nel v. VI della corrispondenza di monsignor Di Peiresc, 9450, ‘Fond franç.’ (ffT. 244, 232, 233, 236, 237, 238, 240, 241, 245, 248, 250), ossia la LXX, LXXII. LXXIV, LXXVII, LXXX, LXXXIII, LXXXV, LXXXVI, LXXXIX, XCI e XCII. Invece, la XXXVIII ed il n. I dell’Appendice sono nel cod. uffenbachiano (ff. 97-103) e nel v. V della Supellex epistolica Uffenbachii et Volfiorum (ff. 29-32) della Biblioteca civica d’Amburgo; la XVII nel ms. 1305 (f. 4 sqq.) della biblioteca di Jena; e la LII nel cod. L. (101) della Nazionale di Madrid.

(1) Lettere in edite di Tommaso Campanella, Memoria, Roma, co’ tipi del Salviucci, 1878, p. 15, n. 3.