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lettere 311

del Mostro, come Vostra Signoria vede, perché questo libro accorda i principi col papa: non è il libro del Santarello. Però supplico a Vostra Signoria sia propizio in ciò, se, come scrissi a molti, il Cardinal Verospi ed altri prometteno aiutarmi; e perché monsignor de Peresc mi cerca con istanza questo libro di Iesi, la supplico ce ne mandi uno, e se lo faccia dar dal padre commissario del Santo Officio che n’ha, o scriva all’inquisitor d’Ancona mio amico e subito l’averá. Di grazia, per amor di monsignor Peresc chi merita corone, e m’ha dato nel passaggio quaranta doble spagnole oltre i meriti ed officiositá, Vostra Signoria si sforzi mandar un esemplare. Io li scrivo che ciò commetto a Vostra Signoria illustrissima.

Le due vittorie della maestá cristianissima e li progressi contro la Fiandra può saperle da’ nunci, e le consequenze dal proprio giudizio di Vostra Signoria illustrissima stimato da me sopra innumerabili altri. Io lavoro cose sottili per servizio del mio re a gusto di Nostro Signore. Il tempo lo mostrerá. Le grazie che mi si fanno e gli onori, altri lo diranno.

Resto al suo comando sempre, le fo umil reverenza e le prego da Dio ogni contento.

Parigi, 4 giugno 1635.

Di V. S. illustrissima
servitore affezionatissimo
Fra Tomaso Campanella.


All’illustrissimo signor Cassiano del Pozzo,
     cavalier e filosofo, padron osservandissimo,
          Roma, appresso l’eminentissimo Barberino.