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lettere 293

priorati, di magisteri ed altri uffici, e li vende da quando si partí il generale per Lombardia; e però fa passar per man sua e li manda lui tutti i frati ricchi. Ed insieme col Ciantes mangiavano sempre caponi e delicatezze dei conventi, e li presenti di vini e caponi e zuccarami li vendeano.

Cose da stupire contano li regnicoli etc.; e per questo il generale finge la riforma ed è nemico di reformati che non li fruttano. Però in Francia si mostrò odiar a morte questi riformati; ed in capitolo generale fe’ uscir decreto che siano estinti; e fûr aiutati dall’ambasciator Betunes, perché in vero sono buoni religiosi ed osservanti e studiosi, come adesso io lo provo.

Ma il generale per distruggerli ha eretto contra loro, dividendo altare contra altare, un noviziato, togliendo le lemosine di questi padri; e gabbò questi principi, perché non si son vestiti quattro in tanto tempo, e ricevea per asilo i mal contenti d’altri conventi solamente e non han mandato pur uno ai conventi che non pònno vestir frati. E ’l padre fra Giovan Battista Carrèo è prior di questo suo noviziato, uomo ignorante, cerebroso, spia di tutti negozi della corte, e scrive ogni settimana tutto al padre generale che se serve a pro de’ spagnoli.

E questo fa tutto il possibile per mantener il generale in credito che sia francese, perché, scoverto il contrario, lui perderia il suo papato: perché il generale non solo lo fece esente d’ogni obedienza ed immediate soggetto a lui solo, ma anche li die’ autoritá papale di svestir e scacciar li frati senza consiglio di padri, come comandan le nostre leggi. Indusse novo canto, nove cerimonie. Non vol che i frati si parlin l’un l’altro, perchè l’un all’altro non avvisi il mal che lui fa; li tratta con asprezza; e lui mangia pernici e capponi, dice, con licenza del medico. Sol il nepote del generale è ben trattato. Né potrá durare in quanto fa contra la regola: dice aver autoritá apostolica dal padre generale e fa cento spropositi con questa autoritá.

Questo frate mi mandò a dire che s’io dico ch’il general non è francese, mi soffonderá; e senza questo fa il possibile: è versipelle. E credo che il generale pur li scriva qualche cosa di spagnoli per far creder al Cardinal duca che lui è francese;