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248 t. campanella

praedicatorum et tintinnabulum tuum ad quem scripsisti et saepe salutasti. Nemini enim mea aperire nisi tibi volo debeoque. Vale.

Massiliae, ex aedibus domini Gastinii, die 29 octobris 1634.

Vel scribe hospiti meo, tuo ut me nomine iuvet, sicut comes de Novalla omnibus scribit nomine regio. Cum ad te pervenero, audies mirifica saeculorum. Vale.


Thomas Campanella


A monsignor l’abbate Peiresc,
padrone osservandissimo.
Aix.


LXXI

Ad Urbano VIII

Perché il pontefice non conservi una falsa memoria della veracitá e fedeltá dell’esule, questo smaschera i suoi persecutori, il padre generale Niccolò Ridolfi ed il maestro del sacro palazzo Niccolò Riccardi, soprannominato il Mostro.

Beatissimo Padre,

Miracolosamente in dieci giorni il vostro perpetuo fidelissimo e di tutto core amantissimo servo è giunto in Aix, sequendo la legge naturale ed evangelica, al cenno dello Spirito santo nelle parole di Vostra Beatitudine all’ambasciatore cristianissimo da me conceputo (?), per fuggir l’odio gratis de’ nemici di vostra casa — come col tempo si mostreranno i piú crudi del mondo se potranno — e l’ira quanto piú simulata tanto piú atroce dei ministri del re cattolico chi per mostrarsi fideli e roder come vermi domestici senza disturbo le radici dello scettro reggio fanno ostentazione di salvare il regno da ribelli,