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236 t. campanella

un essemplare. Parlai con l’eccellentissimo ambasciator Nicolini, e dice che ne verrá uno a lui, e promette etc.: non vedo etc. Io sono quel che piú stimo le sue cose e che le giudico con giudicio piú puro d’ogni passione. Contentisi che sia contento, e si ricordi ch’il mio scritto solo è stampato in sua difesa e non quei d’altri etc.

Resto al suo comando con ringraziar Dio che sia vivo Vostra Signoria ed io, e che nelle turbolenze del secolo ci è qualche chiaro per noi. A Dio, anima carissima.

Roma, 1 maggio 1632.

Fra Tomaso Campanella
servitore divotissimo.


Mi piaceria ch’avesse stampato l’epistola prima che li mandai di questa materia.

All’eccellentissimo signor Galileo Galilei,
     filosofo e matematico dell’Altezza di Toscana,
Fiorenza.

LXIII

A Pietro Gassendi

Degli auspici che trae, in quel secolo di astronomi sommi, dalla lettura delle Osservazioni del Gassendi, il quale egli loda come avversario di Aristotile ma non come seguace di Epicuro.

Doctissimo philosopho ac astronomo
domino Petro Gassendo salutem.

Vir omnino bonus Gabriel Naudaeus idemque singularis utriusque amicus ostendit tnihi nuperas tuas Observationes, quibus, ut video, non parum astronomicae rei profuturus appares. Gavisus sum valde quod temporibus nostris, quae priscis difficillima erant, obvia fiunt arcana coeli, et quidem luminare