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lettere 219

nazioni, come mostrai nel libro De symptomatis mundi per ignem interituri contra ptolemaici e copernicani ed altri astronomi e fisiologi e macchiavellisti, delli quali profetò il prencipe degli apostoli: «venient in novissimis diebus viri illusores iuxta propriam conscientiam ambulantes et dicentes: ‘Ubi est promissio aut adventus eius? ex quo dormierunt patres, omnia perseverant sicut ab initio creaturae'».

Consentendo a quel che dice Aristotele nel primo De coelo, che per molti migliara d’anni mai li corpi celesti non cambiâro sito, moto, numero e magnitudine, onde conclude che pur mai si muterá e che sia incorruttibile ed eterno. Contra cui disse David: «caeli peribunt et sicut vestimentum veterascent et sicut opertorium mutabis eos et mutabuntur»: come avvertisce sant’Ambrogio in Exameron 4 e tutti padri, ed aspettava veder presto san Gregorio in Homilia primae dominicae Adventus; come si vede al presente per consenso di tutti astronomi — o vònno o no, pur lo confessano, che dopo che la Sapienza incarnata disse: «virtutes caelorum movebuntur» «et stellae de caelo cadent», ed i pianeti e’l sole son calati piú vicini a terra quasi cento e diecemila miglia, come prova la diminuzione dell’eccentricitá per vero movimento e non perché il sole ingrossò mangiando vapori, secondo dubitosamente pensa il Galileo con l’altri filosofi e poeti, in particolare Omero, che però par piú vicino.

E gli apogei e perigei dove s’alzano ed abbassano han mutato sito in posteriora signorum quasi trentasei gradi, poiché quel del sole era a quattro di Gemini ed or si trova in dieci di Cancro; e cosí degli altri. Li punti cardinali degli equinozi e solstizi son mutati per ventotto gradi innanti: perché si faceva il vernal equinozio nella prima stella d’Ariete, ed adesso si fa nel secondo grado di Pesci, et sic de singulis: e però le stelle di Ariete intrâro in Tauro, quelle di Tauro in Gemini etc.: talché tutte le figure mutâro stanza, come confessano tutte le nazioni oggi, cristiani, giudei, maomettani e gentili, con scorno di Aristotele e di politici che eternano il mondo, e con gusto di santi padri; come si vede anche dalla mutazion del