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lettere 197

XL.

A monsignor Antonio o a monsignor Luigi Caetani

Lo prega di aiutare il suo agente Pietro Giacomo Failla nell’uno e nell’altro negozio, tanto della libertá quanto delle stampe.

Illustrissimo e reverendo signore osservandissimo,

Viene il presente molto noto a Vostra Signoria illustrissima per le cose mie in Roma tanto della libertá quanto delle stampe, giá che sto carcerato ventidue anni senza causa e senza processo, secondo dal medesimo udrá. Supplico Vostra Signoria illustrissima per l’amor di Dio e delle virtú, per la sua gentilezza e servitú mia piú buona che fortunata, che l’aiuti nell’uno e nell’altro negozio impiegando il suo valore, che non è picciolo. Ed io pregarò Dio per la sua salute ed esaltazione, e li scritti miei faranno testimonianza del suo valore e cortesia. Resto al suo comando.

Napoli, 31 marzo 1621.

Di V. S. illustrissima e molto reverenda
servitore affezionatissimo
Fra Tomaso Campanella.