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Il capitano Errero colto di sorpresa da quella burrasca di tenerezze, sghisciò via nauseato, e preferì passeggiare nella piova.

Madama Strepponi volle ritirarsi nella sua camera, perchè quella sposina, che era entrata come fosse lei la padrona senza salutare nessuno, le era subito diventata antipatica.

Il signor Strepponi, il professore e Carlino, chiacchieravano accanto al fuoco; i coniugi Gibella dormivano ancora nei loro involucri, e così la sala ed il salotto rimasero a disposizione dei signori Segezzi e degli sposi.

La Zina raccontava a sbalzi le vicende del viaggio alla mamma, e questa ad ogni tratto le tappava la bocca con un bacio; la Zina, a sua volta, ribaciava tutti, e senza badare alla bella figliola dell’oste, che era venuta a sbarazzare la roba, si avviticchiò di un balzo al collo del suo Errico, lo acciuffò con impeto felino nei capelli, e gli scoccò un lungo bacio dentro la bocca, mandandoglielo giù nella gola.

I vecchi guardavano sgocciolando di gioia, e la Zina ritornando all’amplesso della mamma, sclamò:

— Mamma, abbiamo sempre fatto così! Ed