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Parte II. Cap. V. 117

la Bonth‘adi‘Dio fa‘ bene, così l’U01, mo per imitarla dcefar bene; ma’qui fia la .diflerenza.,che l’Uomo ’dee fa? bene per ’ia Gloria idi Dio, e feguen‘i do l’ordine che gli ha prei’critto: ma” l‘4 Bontà di Dio non è obbligata di cm mu‘nicarfi fuori di sèg-‘e iofa,‘ iò fa perché vuole, ed ‘in wqueila mii’u‘ì ra che vuole: {Ed ili giudica-"ria a‘hriì menti,rè renderla imperfetta. “Pa‘dre dunque tè obbligato iper ‘lègg’e Dià . vina a-iaiVare iawvita ’di tutti i rudi figli, quando può; dVIa- Dio non ‘è l’oggetto ad alcuna kgge-, nè per al:troètenuto di ufar la {Mia mifcricordiacon tutti: l’ufa quando più conviene alla fua Gloria, fecondo gl’ infcruzabili- giudizi della fua infinita Sapienza: chi farà posi temerario, chc’ voglia cercar ragione a Dio dè’ fudi giudizi?

Ma {o mai licc di entrare in" que.’ fli imperfcrutabiii giudizi di Dio, mi rifponda l’Empio: Qua-l’è mai l‘idea «di un efi’cre infinitamente potente?