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un toglierci i diritti che la guerra dà nei paesi di conquista, e privarci delle risorse che presentano; sarebbe in oltre rapirci i mezzi di stabilire delle compensazioni favorevoli alla conclusione della pace, ed esporci a violare la garanzia che loro avessimo accordato; cosa incompatibile con la lealtà del governo francese. Ma, nel riservarci, cittadin Generale, questi vantaggi, noi lasciamo alle Repubbliche italiane la libertà di costituirsi intieramente come loro piace, e di regolarsi senza altra interposizione per parte nostra, che quella che la sicurezza, ed il ben essere dell’armata esigessero imperiosamente. Noi v’invitiamo, cittadin Generale, ad attenervi a queste vedute come base delle vostre relazioni con i differenti Stati che elle concernono.

Rewbell Presidente.




Scheilling, 16 germile anno 5 (5 Aprile 1797)


LXXXIII - Alla municipalità di Brescia, ed a quella di Bergamo.


Cittadini. Ho ricevuto la lettera, che vi siete incomodati a scrivermi: non tocca a me a far da giudice tra il popolo della vostra provincia e il Senato di Venezia; è mia intenzione però che non ci sieno nè turbolenze di qualunque specie, nè movimenti di guerra; e prenderò le misure necessarie per mantener la tranquillità alle spalle dell’armata. Le truppe francesi continueranno a vivere col popolo di Brescia nella solita neutralità, e buona intelligenza, e dal canto mio desidero l’occasione di darvi prove della stima che ho per voi.