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326 COMENTO DEL BOCCACCI

1’acqua fu ucciso: e senza alcuna pompa o solennità di funebre uficio fu, secondo il costume antico, arso il corpo suo. Fu nondimeno fama, secondochè il predetto Cornelio scrive, che Rubrio Flavio aveva co’ centurioni avuto secreto consiglio, il quale Seneca aveva saputo, che poichè Nerone fosse stato per opera di Pisone ucciso, che esso Pisone similemente ucciso fosse, e che l’imperio fosse dato a Seneca; quasi non colpevole, per ragione delle sue virtù fosse stato eletto all’altezza del principato. Ma comechè, l’autore in questo luogo il ponga come dannato, io non sono perciò assai certo, se questa opinione s’è da seguire o no. Conciosiacosachè si leggano più epistole mandate da Seneca a san Paolo, e da san Paolo a Seneca, nelle quali appare tra loro essere stata singulare amistà: e quantunque occulta fosse, ed in quelle, o almeno nell’ultima di quelle, essere parole scritte da San Paolo, le quali bene intese, assai chiaro mi pare dimostrino san Paolo lui avere per cristiano. E se esso fu cristiano, e di continentissima e santa vita, perchè tra’ dannati annoverar si debba non veggio: senzachè a confermazion di questa mia pietosa opinione vengano le parole scritte di lui da san Girolamo in libro virorum illustrium, nel quale scrive così: Lucius Annaeus Seneca Cordubensis, Socionis Stoici discipulus, et patruus Lucani poetae, continentissimae vitae fuit, quem non ponerem in catalogo sanctorum, nisi me illae epistolae provocarent, quae leguntur a plurimis Pauli ad Senecam, et Senecae ad Paulum, in quibus cum esset Neronis magister, et illius tem"-